Telesoccorso per anziani
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Telesoccorso anziani: come funziona, costi e come averlo gratis

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Il telesoccorso collega la casa di una persona anziana a una centrale operativa attiva 24 ore su 24. Basta premere un pulsante (al polso, al collo o sul telefono) e un operatore richiama, capisce cosa sta succedendo e, se serve, fa intervenire i soccorsi e avvisa i familiari. Le strade per averlo sono tre: i servizi sociali del Comune o dell’azienda sanitaria, che spesso lo offrono gratis o con una tariffa ridotta secondo regole locali; un abbonamento privato; oppure, per chi ha più di 80 anni e un ISEE basso, l’assegno di assistenza della Prestazione universale INPS, che può essere speso anche per questo servizio.

Come funziona il telesoccorso

Gli elementi sono sempre gli stessi: un dispositivo con un tasto di allarme, un collegamento (linea di casa oppure SIM) e una centrale con operatori che conoscono già la persona, perché hanno la sua scheda con indirizzo, condizioni di salute e numeri dei familiari di riferimento.

Quando l’anziano preme il pulsante succede questo:

  1. l’allarme arriva alla centrale, che identifica subito chi sta chiamando;
  2. l’operatore parla con la persona attraverso il vivavoce del dispositivo e cerca di capire la situazione;
  3. se c’è un’emergenza sanitaria, allerta il servizio pubblico di soccorso fornendo i dati già in archivio;
  4. contatta i familiari o i vicini indicati come referenti;
  5. se il dispositivo ha la geolocalizzazione, può comunicare ai soccorritori la posizione della persona.

È esattamente lo schema che Beghelli descrive per il suo Centro Salvalavita: centrale attiva 24 ore su 24 tutto l’anno, verifica telefonica, allerta del servizio sanitario e chiamata ai referenti. Molti servizi aggiungono il telecontrollo, cioè telefonate periodiche fatte dalla centrale per fare compagnia e controllare che il dispositivo funzioni e che la persona sappia ancora usarlo.

Telesoccorso o semplice “salvavita”?

La differenza sta in chi risponde. Un telefono o un braccialetto con tasto SOS senza abbonamento chiama in sequenza i numeri che hai memorizzato: se nessuno risponde, l’allarme cade nel vuoto. Con il telesoccorso dall’altra parte c’è sempre un operatore. Se vuoi capire quali dispositivi esistono e dove si comprano, trovi una panoramica nella guida ai migliori salvavita per anziani e dove acquistarli.

Telesoccorso gratis o a tariffa ridotta: Comune, ASL e Regione

In Italia non esiste un telesoccorso pubblico uguale per tutti. Lo organizzano Comuni, ambiti sociali, aziende sanitarie o Regioni, ognuno con criteri propri: età minima, persona che vive sola, condizioni di salute, ISEE. In alcuni territori è gratuito, in altri si paga una quota in base al reddito.

Un esempio verificato è quello del Comune di Venezia: il servizio di telesoccorso è rivolto ad anziani e persone con disabilità con più di 60 anni, le informazioni e i moduli sono sul sito dell’Ulss 3 Serenissima e i residenti consegnano la domanda (o la disdetta) agli sportelli territoriali dell’area Coesione sociale. La pagina comunale non indica tariffe, quindi i costi vanno chiesti direttamente agli sportelli.

Per sapere se il servizio c’è anche dove abita il tuo familiare:

  • chiedi al segretariato sociale o all’assistente sociale del Comune di residenza;
  • chiedi al medico di famiglia o al distretto sanitario della ASL, che conoscono i servizi attivi in zona;
  • tieni pronti ISEE aggiornato, documento d’identità e i recapiti di almeno due persone di fiducia che possano intervenire, magari con una copia delle chiavi di casa.

Se le risorse familiari sono limitate, vale la pena leggere anche la nostra guida all’assistenza per anziani per famiglie a basso reddito: spesso il telesoccorso si attiva insieme ad altri servizi domiciliari.

Pagarlo con la Prestazione universale INPS (over 80)

La Prestazione universale, introdotta dal D.Lgs. 29/2024, è una misura sperimentale valida dal 1° gennaio 2025 al 31 dicembre 2026. Secondo la scheda INPS sulla Prestazione universale, spetta a chi ha:

  • almeno 80 anni;
  • l’indennità di accompagnamento;
  • un ISEE sociosanitario (ordinario o ristretto) non superiore a 6.000 euro;
  • un bisogno assistenziale gravissimo, valutato dalla commissione medico-legale INPS.

Comprende una quota fissa pari all’accompagnamento (552,57 euro al mese nel 2026) e un assegno di assistenza di 850 euro al mese. Quest’ultimo è vincolato: serve a pagare una badante con contratto regolare di almeno 15 ore settimanali oppure servizi di assistenza non sanitaria acquistati da imprese qualificate. Tra gli esempi di servizi ammessi, l’INPS cita proprio il telesoccorso. Le spese vanno documentate con fatture elettroniche quietanzate e l’INPS ne verifica la congruità ogni trimestre.

Chi non ha ancora l’accompagnamento deve partire da lì: requisiti, importo 2026 e domanda sono spiegati nella guida su a chi spetta l’accompagnamento per anziani. La sperimentazione scade a fine 2026: prima di contare sull’assegno anche per il 2027, controlla sul sito INPS se è stata prorogata.

Quanto costa il telesoccorso privato

Il costo di un servizio privato ha due voci: il dispositivo, che si compra una volta, e il canone per la centrale operativa, che si paga finché il servizio è attivo. A queste possono aggiungersi servizi extra come il medico al telefono o le chiamate di compagnia.

Prendiamo il caso di Beghelli: i servizi del Centro Salvalavita si acquistano come abbonamenti di 12 mesi, non si rinnovano in automatico, partono dal giorno in cui l’azienda invia i dati di attivazione e funzionano solo con dispositivi Salvalavita compatibili. C’è anche un servizio con medico disponibile al telefono 24 ore su 24, con eventuale visita a domicilio a pagamento concordato di volta in volta. Il prezzo dei singoli abbonamenti non è indicato nelle schede che abbiamo consultato: va verificato sul sito o al numero del produttore al momento dell’acquisto.

Prima di firmare qualsiasi contratto fai queste domande:

  • la centrale risponde con un operatore in carne e ossa a qualsiasi ora?
  • chi interviene se l’anziano non risponde e nessun familiare è raggiungibile?
  • il dispositivo funziona anche fuori casa e ha la geolocalizzazione?
  • sono previsti test periodici del pulsante e della batteria?
  • quanto dura il contratto, si rinnova da solo e come si disdice?

Sulla detraibilità fiscale del canone non ci sono indicazioni univoche: prima di inserire la spesa nel 730 chiedi conferma al CAF o al commercialista e conserva fatture e ricevute di pagamento tracciabile.

Alternative senza abbonamento

Se il telesoccorso pubblico non è disponibile e il canone privato pesa, ci sono soluzioni intermedie. Funzionano bene solo se in famiglia c’è sempre qualcuno pronto a rispondere.

Telefoni e cellulari con tasto SOS

Molti cellulari per anziani hanno un tasto di emergenza sul retro che chiama più numeri in sequenza e invia un SMS. Per scegliere il modello giusto leggi quale smartphone scegliere per un anziano e, per chi passa le giornate in casa, la guida al miglior telefono fisso o cordless per anziani. Su Amazon trovi una ricerca già impostata sui cellulari per anziani con tasto SOS.

Braccialetti e ciondoli GSM

Funzionano con una SIM: alla pressione del pulsante chiamano i familiari e, nei modelli con GPS, inviano la posizione. Ricorda di tenere attiva la SIM e di controllare la batteria. Qui una ricerca su braccialetti SOS con GPS per anziani.

Smartwatch con rilevamento cadute

Alcuni smartwatch riconoscono una caduta violenta e, se la persona non risponde all’avviso, chiamano i soccorsi o i contatti di emergenza; altri si limitano ad avvisare i familiari. Non tutte le cadute vengono rilevate e, senza versione cellulare, l’orologio dipende dallo smartphone vicino. Le differenze tra i modelli sono spiegate nella guida agli smartwatch con rilevamento cadute.

Prevenire, oltre che soccorrere

Nessun pulsante evita la caduta. Una luce notturna con sensore di movimento sul percorso letto-bagno e maniglioni in bagno installati nei punti giusti riducono i rischi. È utile anche ripassare con l’anziano come rialzarsi da terra dopo una caduta e come chiamare aiuto se non ci riesce.

Domande frequenti

Il telesoccorso per anziani è gratuito?

Dipende dal territorio. Dove il servizio è organizzato da Comune, ASL o Regione può essere gratuito oppure prevedere una quota legata all’ISEE. Le regole le trovi presso i servizi sociali del Comune di residenza.

Serve una linea telefonica fissa?

Non sempre. Oggi molti dispositivi lavorano con una SIM GSM o 4G e funzionano anche dove il telefono fisso non c’è. Chiedi al fornitore quale collegamento usa il suo apparecchio e cosa succede se manca la corrente.

Il pulsante funziona anche fuori casa?

Solo se il dispositivo ha una SIM propria ed è pensato per l’uso in mobilità. I sistemi da casa coprono l’abitazione: per chi esce da solo conviene un modello con GPS.

Posso usare l’accompagnamento per pagare il telesoccorso?

Sì: l’indennità di accompagnamento non ha vincoli di spesa. L’assegno di assistenza da 850 euro della Prestazione universale, invece, può essere speso solo per badanti con contratto regolare o servizi ammessi come il telesoccorso, documentando la spesa all’INPS.

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